Figlio di Giuseppe e Clotilde Lorini, Silvio Consadori nasce il 17 dicembre 1909 a Brescia. Studia a Brescia all’Istituto professionale Moretto e, dal 1926, è apprendista presso Giuseppe e Vittorio Trainini ed Eliodoro Coccoli, frescanti da cui apprende i rudimenti del mestiere.

Nel 1928 ottiene un premio alla prima Mostra Triennale d’Arte di Brescia, e l’anno successivo la borsa di studio Camillo Brozzoni, grazie alla quale frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma e la scuola libera del nudo. Fra il 1931 e il 1933 è a Parigi, e al ritorno prende studio a Milano, alternando la pittura d’atelier a committenze d’affresco a Canzo e in altre località.

Del 1935 è la sua scoperta di Burano, dove entra subito a far parte della cerchia di artisti che, eredi di Umberto Moggioli e Gino Rossi, trascorrono lunghi periodi sull’isola, da Pio Semeghini a Mario Vellani Marchi.

Vince nel 1936 il Premio Mylius; dal 1939 partecipa a tre edizioni del Premio Bergamo. Nel 1941 vince il Premio Canonica e inizia a insegnare al Liceo artistico di Brera, dove rimarrà sino al 1973. Prende a frequentare Gussago, ove realizza un grande affresco nella parrocchiale, il lago di Garda, il lago d’Iseo. Del 1944 è la sua prima partecipazione alla Biennale d’Arte Sacra all’Angelicum, Milano, cui altre seguiranno. Partecipa tra il 1940 e il 1950 a tre edizioni della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Del 1950 è la personale alla Pro Civitate Cristiana di Assisi, che rappresenta il suo primo autentico momento di affermazione. Nello stesso anno vince il primo premio “Città di Gallarate”.

Nascono in questi anni i grandi cicli di affreschi: nel 1951 Il trionfo della Croce nel santuario di Santa Rita a Cascia e nel ’53 Assunzione di Maria Vergine al cielo nel santuario di Oropa. Nel 1956 partecipa alla Quadriennale d’Arte di Roma. Nel ’62 esegue la pala d’altare San Martino de Porres nella basilica delle Grazie a Milano. Del ’63 è il ritratto del cardinal Montini, poi papa Paolo VI, oggi presso l’arcivescovado di Milano. Paolo VI gli commissiona poi due affreschi per la cappella degli Svizzeri e una vetrata – La Resurrezione -  per la sua cappella privata. Nel 1971 esegue quello che lui stesso definisce “il risultato più completo della mia pittura ad affresco”: dodici affreschi nella chiesa di San Giuseppe al Trionfale in Roma. Sei nella cappella dell’altare del Sacro Cuore con motivi evangelici e altri sei nella Cappella della Madonna con episodi della vita della Vergine. Collabora con don Pasquale Macchi, segretario di Paolo VI, alla realizzazione della Collezione d’Arte Religiosa Moderna in Vaticano, nella quale sono esposte due sue opere: Il discorso della montagna e Il Crocifisso.

In quegli anni frequenti sono i viaggi, occasioni di serie pittoriche notevoli: Parigi, la Russia, l’Olanda, la Bretagna, la Spagna, la Palestina.

Negli ultimi anni della sua vita trascorre lunghi periodi, oltre che a Milano, sul lago di Garda e a Burano. Muore a Burano il 1° agosto 1994.

BIOGRAFIA

Silvio Consadori, pittore
Riccardo Ricas
Riccardo Ricas

Riccardo Ricas nello studio di via Rossini a Milano, in "Domus", 1949, n. 235

Silvio Consadori
Silvio Consadori

Nello studio di via Rossini, in "Domus", 1949, n. 235

Silvio Consadori
Silvio Consadori

Ritratto di Gina Lollobrigida, 1955

Silvio Consadori
Silvio Consadori

Nello studio di Foro Buonaparte, anni Sessanta

Silvio Consadori
Silvio Consadori

Con don Pasquale Macchi e Renato Guttuso ad Arles, anni Sessanta

Silvio Consadori
Silvio Consadori
Silvio Consadori
Silvio Consadori

Nello studio della casa di Burano, anni Settanta

Silvio Consadori
Silvio Consadori

in studio

Silvio Consadori
Silvio Consadori

a Burano